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Indice

 

GALILEA, MAR MORTO, GERUSALEMME

 

Su e giù per la verde Galilea

nel mar della pesca miracolosa

tra i delicati gigli del campo

pellegrini andiam senza posa.

 

Ai bordi del mare senza vita

vagando tra la roccia assolata

la storia in silenzio parla

… è sussurro nella brezza velata.

 

Ecco Gerusalemme città santa,

pur nelle mille contraddizioni

il viandante t’ammira, s’incanta;

 

sulle cupole aleggia la Croce,

calvario d’umane sofferenze:

la tomba vuota parla senza voce

 

PELLEGRINI NELLA TERRA DELLA DONNA DEL SI’

 

Nell’alta Galilea pellegrini,

mentre lusinga del lago la brezza

e i monti che gli fanno corona,

nel campo son gigli di tenerezza:

camminando t’abbiam conosciuta

mite fanciulla che hai detto sì.

 

S’alza il canto di Elisabetta

al saluto di gioia traboccante

per Colui che nel grembo già vive,

Figlio d’intesa inebriante:

sale fino in ciel il magnificat

d’umile ancella che ha detto sì.

 

Tra capri e agnelli i pastori

in Betlemme con la povera gente

quel Figlio adorano per primi

nel canto di silenzio eloquente:

ci lasci incantati, o Vergine,

giovane mamma che hai detto sì.

 

In Gerusalemme la Città Santa

il trionfo precede il dolore,

si cammina verso il Calvario

e la morte di croce per amore:

lo strazio trafigge pur la madre

che ancora ripete il suo sì.

 

Nel sepolcro aperto già vuoto

con la fede che ha fatto sperare

si rivela la pace del Risorto

che alla Madre per prima appare:

ancora ti abbiamo sentito,

Madre di Dio, dire il tuo sì.

 

 

 

VIANDANTE IN TERRASANTA

 

Nella verde Galilea

sul lago pescoso

tra i gigli del campo

pellegrini nei villaggi;

 

nel deserto assolato

sul mare senza vita

la storia parla in silenzio

… e nel vento.

 

Gerusalemme la Santa

tra mille contrasti

d’odio

ed infinito amore

accoglie il viandante;

 

 

tra cupole d’oro

gli addita la Croce

sul calvario

dell’umanità sofferente:

lì c’è un sepolcro vuoto…